giovedì 26 febbraio 2009

Notizie sul flauto dolce? Non più.


Care lettrici, cari lettori, con un po' di tristezza vi annuncio che le Notizie Italiane sul Flauto Dolce (NIFD) oggi chiudono i battenti.
Questa avventura è cominciata nel luglio del 2004 dall'idea di un sito Web che raccogliesse tutte le attività legate al flauto dolce in Italia.
Lo stimolo di base era abbastanza ovvio: essendo allora un novizio di questo strumento (avevo cominciato a suonarlo solo un paio di anni prima) ero avido d'informazioni che, però, non riuscivo a trovare. Così nell'ottobre del 2004 il sito è andato online e da allora ha pubblicato circa 850 notizie. Qualche mese dopo le notizie hanno cominciato a essere distribuite anche sul sito ERTA Italia e da un paio d'anni sono finite anche nella nuova versione dei Quaderni dell'ERTA.
Nel messaggio di annuncio pubblicato sulla mailing list flautodolce nell'ottobre del 2004 scrivevo che avevo raccolto già alcune notizie dal web e dalla mia cerchia ristretta, ma:

Quello che manca sono dunque le segnalazioni da parte di tutti voi su quello che accade nel resto d'Italia, a livello amatoriale o professionistico, sul flauto dolce.
L'autopromozione non solo è ben accetta, ma è caldamente incoraggiata
.

A distanza di più di quattro anni quello che manca è ancora quello, l'apporto esterno di notizie, ed è questa la ragione che mi spinge alla chiusura. Purtroppo non solo i professionisti di qualche successo, ma anche quelli più oscuri (che di pubblicità avrebbero bisogno) e tanti amatori hanno accuratamente evitato di segnalare le proprie attività dolcistiche, inclusi anche tanti amici.

Ci sono state però alcune eccezioni notevoli: chi ha inviato notizie con regolarità avrà per sempre la mia gratitudine e la mia stima.

Resta da capire il perché di questa resistenza a promuovere le proprie attività musicali. Alcune risposte sono arrivate nel tempo e ne approfitto quindi per condividere alcune riflessioni.

C'è:
  • chi ha pubblicamente affermato che preferiva preparare le lezioni per i propri allievi piuttosto che auto-promuoversi (questioni di tempo);
  • chi è cronicamente in ritardo e disorganizzato su tutto e fa proprio fatica a trovare il tempo di inviare un programma di concerto;
  • chi ritiene che il punto sia la musica antica, non il flauto dolce, e quindi il NIFD aveva scopi troppo limitati;
  • chi non mi trova simpatico e proprio non ha voluto darmi una mano (come se fosse stata una cosa mia privata…);
  • chi -ancora!- ritiene che il Web non sia importante quanto la carta stampata e quindi lo snobba;
  • chi non si autopromuove perché non si sente di suonare a livello ottimale (ma allora perché accetta di esibirsi in pubblico?);
  • infine chi è talmente concentrato su se stesso da ignorare l'esigenza d'informare gli altri sulle proprie attività: siamo noi altri a doverci informare su quello che questi grandi artisti fanno!

In generale, sembra diffusa l'idea che non sia il musicista a doversi occuparsi della propria promozione, ma che debbano invece farlo gli organizzatori e i committenti di corsi, concerti, conferenze, ecc. In questo c'è qualcosa che continua a non essere capito: la promozione di un evento è legata al suo valore economico; se qualcuno deve professionalmente occuparsene bisogna pagarlo. Se un evento/pubblicazione genera invece pochi incassi, non ci sono abbastanza risorse per pagare altri che non siano i soli musicisti (se va bene!). Sono invece diffusi un rifiuto di questa logica da economia di mercato e una tendenza ad adagiarsi in un atteggiamento che definirei più "assistenzialistico": io sono un artista che produce indipendentemente dai risultati misurabili (vendite, presenze ai concerti, ecc.)."

In ogni caso, questi anni di esperienza NIFD mi hanno insegnato che è proprio su questi argomenti che si consuma un fatale cortocircuito. Da un lato esiste una connotazione sociologica di base dei flautisti dolci, ovvero essi sono marginali. Lo sono triplamente: perché suonano uno strumento di poca importanza rispetto al quadro generale; perché suonano per lo più musica antica, anche questa di secondaria importanza nel mondo della musica; infine perché lo stesso flauto dolce è marginale all'interno della musica antica.
D'altro canto fra i flautisti dolci c'è una pervasiva inadeguatezza individuale -antropologica- al vivere contemporaneo: i più fortunati sono consapevoli di essere alieni e vivono la loro condizione in maniera deliberata. Ma per larghissima parte i flautisti dolci sono, diciamo la verità (siamo tutti stati almeno a un seminario di flauto dolce), strutturalmente disadattati.

Semplifico. I casi secondo me sono tre:
  • chi suona il flauto dolce perché ha un atteggiamento critico nei confronti della realtà che lo circonda e cerca di uscire dal mainstream con qualcosa di "particolare", oppure
  • chi suona il flauto dolce perché è un tantinello sfigato e pensa che questo strumento -e il suo repertorio- siano più alla sua (limitata) portata o, al contrario, spera che siano abbastanza snob da fargli guadagnare qualche credito sociale, oppure
  • chi è una persona con un livello d'integrazione sociale accettabile-tendente-al-normale e suona il flauto dolce per le cause (storiche-private) più disparate.
Ciascuno scelga per sé a quale categoria annettersi. Mi sento comunque di affermare, senza pretese di scientificità, che i maggiori contributori al NIFD sono stati appartenenti al terzo e ultimo gruppo: persone che, se non sono integrate nella società contemporanea, almeno ci sono venute a patti. Vivono nel presente, con intelligenza.
Invece, chiarisco che nel labile concetto di sfigato includerei anche l'atteggiamento di chi crede talmente poco o talmente tanto in se stesso da non ritenere sia il caso di autopromuoversi.

Penso di dover precisare alcune altre cose.
La chiusura del NIFD non ha cause economiche. Nonostante non ci abbia mai guadagnato niente, non è neanche costato troppo, a parte tanto del mio tempo. Trasformarlo in un'attività economica forse avrebbe fornito un nuovo stimolo ad andare avanti, ma non voglio essere confuso con chi è partito con iniziative Web sul flauto dolce promuovendole come "regalo" alla comunità, salvo poi trasformarle in siti a pagamento.

Ritiro il mio personale (più volte pubblicamente dichiarato) supporto all'ERTA Italia, almeno finché la gestione resti ai livelli attuali. Questa associazione ha avuto la fiducia di tanti di noi, ma in questi anni non è riuscita a fare nulla di incisivo per il nostro strumento. Ne parlo qui perché anche in materia di promozione e circolazione di notizie l'entourage ERTA ha, a mio giudizio, tradito il mandato statutario e ha per lo più accuratamente evitato di comunicare al NIFD quello di cui fosse a conoscenza (nonostante le notizie fossero destinate anche ai canali ufficiali dell'ERTA stessa).
Invece che iscrivendosi a questa associazione, si aiuta meglio il flauto dolce acquistando cd o libri editi in Italia, o semplicemente andando ai concerti. Se invece qualcuno/a ha idee nuove per aggregare più proficuamente i dolcisti italiani, lo/la prego caldamente di scrivermi.

Le vostre notizie (mi rivolgo a chi ha ancora voglia di promuovere le proprie attività) non restano orfane: il dolceBlog resta aperto e tendenzialmente avrà una struttura editoriale un po' più snella. Ho intenzione di pubblicare qui le notizie che reputerò più importanti, quindi continuate a scrivermi.

Insomma, cari lettori, care lettrici, non che sia mai stato un convinto ecumenista del flauto dolce, ma il NIFD era certamente un tentativo di aiutare una comunità e un movimento a ritrovare se stessi. Adesso è per me è arrivato il momento di accettare come chiuso questo tentativo e prendere una posizione più netta, anche di parte.
Benvenuti e bentornati a quanti dunque continueranno a frequentare questo blog :)

8 commenti. Clic qui per commentare.:

Anonimo ha detto...

Ho conosciuto questo spazio soltanto da pochi mesi, e riconosco di far parte di quella cerchia di poco prolifici lettori-flautisti. Da webmaster e animatore di tanti spazi ormai chiusi per le stesse ragioni ersposte da Gianluca, non mi meraviglia questa decisione. Conosco la fatica di dover gestire tutto da solo qualcosa che si vorrebbe (o dovrebbe essere per vocazione) condiviso. Riesco a malapena a gestire un sito di categoria (non musicale) a livello nazionale, e devo fare tutto, dall'impaginazione ai contenuti.
Devo però dire qualcosa in più, caro Gianluca. Purtroppo mantenere l'entusiasmo sano e bellissimo che tu dimostri e conservi non è facile al giorno d'oggi. Per quasnto mi riguarda, tanto per esemplificare, nonstante due diplomi di conservatorio, uno in pianoforte, l'altro in flauto dolce, e tanta attività musicale trascorsa, la mia attività concertistica è a livelli penosi da circa tre anni, anche a causa di problemi personali, per campare faccio un lavoro che non mi piace, distante dalla musica, e quello che guadagno lo spendo per mangiare. Quante porte ho visto sbattere in faccia a chi propone iniziative culturali! L'entusiasmo di questi tempi è davvero messo a dura prova. Credo che come me molti non possano più permettersi il lusso di avere una passione. Affrontare la musica con serietà, poi, diventa un rischio talmente elevato da far desistere molti genitori e molti allievi, non appena si raggiunge l'età in cui bisogna cominciare a muoversi con le proprie gambe. La situazione culturale in Italia è ad un livello disastroso. Vent'anni fa di corsi di flauto dolce e musica antica estivi se ne trovavano parecchi tra cui scegliere, e c'era chi ne frequentava piuù d'uno a stagione. Chi non ricorda quei bei giorni in cui si ritrovavano volti e passioni di anni di frequentazione di corsi estivi? oggi agonizza anche il più blasonato di tutti, quello di Urbino. Siamo, insomma, in una parola, stanchi. E con la stanchezza manca l'entusiasmo. Ho smesso di autopromuovermi, e quindi di studiare, purtroppo devo pensare a campare, a sopravvivere, anche se per vivere mi sarebbe sufficiente avere ancora un po' di musica, per me, e da dare agli altri. E' un'analisi amara e forse estrema, ma credo che, in misura forse differente, sia comune a tanti altri. Caro Gianluca, sono tempi un po' difficili, comprendo la tua delusione, ma cerca di capire anche la fatica di chi, come me, non ha la più la stessa forza ed entusiasmo per "curare" una passione. MI auguro solo che chi oggi raccoglie i frutti di uno studio proficuo del flauto dolce avvenuto negli anni in cui erano in Italia dei piopnieri, molti dei quali oggi insegnano nei nostri conservatori, e che di faluto riescono a vivere (nel senso più ampio del termine), possa apprezzare un po' meglio il tuo lavoro, lasciando da parte certa sufficienza, che, mi spiace dire, ho avvertito anche all'interno dell'Erta (di cui sono stato socio per soli due anni). Spero di continuare a leggerti ogni tanto sul blog, e ti auguro tanta musica,. ancora.. Mi scuso per la forma, scrivo di fretta
michele

Anonimo ha detto...

Ciao. Non so cosa mi colpisce di più, se il fatto della "chiusura" o il commento che leggo sopra. Povero flauto dolce, e poveri noi.... il fallimento del sito mi pare però ragionevole, già che non ha una nicchia. Mi spiego: I big del flauto non hanno bisogno di autopromoversi, c'è un altro che fa quel lavoro per loro. Le pochissime volte che ho avuto l'opportunità di avere un simile trattamento sono state di una bellezza assoluta. Tu studi, prepari il tuo concerto/registrazione, quel che è, bello concentrato e un altro se ne occupa del quando del come del dove, della diffusione, tu non ci pensi. prendi il tuo tassi e vai al concerto a suonare.... ahh sembrano tempi dorati che non torneranno. Quindi questo fortunato personaggio non andrà a scrivere in un sito, caso mai un'altro lo farà per lui. Il secondo personaggio è quello che per forza deve autopromuoversi. animale in via di estinzione, è talmente difficile proporre iniziative culturali anche a costo zero in Italia che va da se che ci siano ogni volta in meno quelli che lo fanno e se lo fanno lo fanno come fase di passaggio, verso una carriera musicale, una carriera come promotori o la frustrazione di non poter fare più musica.... scegliete una. Ah, dimenticavo l'ultima, una carriera verso una posizione in conservatorio.... quelli che hanno percorso quest'ultima strada suonano pochissimo, tanto, devono educare, per sfornare nuove generazioni di potenziali frustrati, e nascondersi dietro la cattedra per cosi dire. quindi neanche loro interessati al sito, e comunque già passati come gli altri. siamo rimasti soltanto noi della generazione x a piangerci addosso. Io come flautista l'unica cosa positiva che mi aspetto da questa crisi, è il fallimento assoluto e totale del movimento di musica antica che ci ha emarginato senza pietà dopo che siamo (i flautisti del passato)stati i primi promotori, non più orchestre barocche ne violini ne cornetti ne niente, mi aspetto un ritorno 30 anni fa e quindi speriamo di poter riempire ancora il silenzio col nostro umile piffero. che utopia

Anonimo ha detto...

Caro Gianluca,

che dire? Non solo che mi dispiace (le mie notizie le hai avute, spesso se non sempre), ma anche che, purtroppo, condivido TUTTO quello che dici. D'altra parte, se uno come me, che fa un altro mestiere, fa in media 20 concerti l'anno, ci dev'essere qualcosa che non va nella categoria. Ed è soprattutto nell'autopromozione, nello spirito imprenditoriale. Ho messo sempre a disposizione la mia Associazione di coloro che ne fanno parte (i 'miei' musicisti) ma non ne hanno ma approfittato.
Quanto all'ERTA, capisco, e mi dispiace lo stesso. Credo di non essere tecnicamente più socio neanch'io, ma quest'anno manderò la quota d'iscrizione. Eppure sono un fondatore (pensa tu).
Continuerò a mandarti mie notizie (qui, su facebook, su myspace)perchè grazie a te ed al tuo servizio restano sul web tracce della mia attività per coloro che volessero rintracciarmi, ed è accaduto in più di un'occasione. Non da parte delle AGENZIE, certo, ma da parte di quel 'sottobosco' di gente attiva e propositiva che' comunque c'è ancora ed ancora organizza eventi ed incontri.

Grazie, per ora.

Luca Dragani
lucadragani@yahoo.it
www.myspace.com/lucadragani
www.myspace.com/fairyconsort

Anonimo ha detto...

Come ho già scritto sulla ML, penso che ci sia molto di vero in quello che tu dici, perciò condivido la tua amarezza e la tua indignazione. Vorrei però aggiungere, che, a mio avviso, tanti problemi qui da noi derivano dal considerare il flauto dolce solo (o prevalentemente) uno strumento solistico, dimenticando tutto lo straordinario mondo della musica per ensemble di flauti dolci. Io non sono un solista, nè penso lo sarò mai, e non faccio abitualmente concerti, ma conservo ricordi bellissimi di ogni incontro di musica d'insieme, dove, magari arrancando dietro a qualcuno più bravo di me, mi sentivo e mi sento comunque parte di un gruppo unito e solidale.

In Inghilterrra, paese che frequento abbastanza spesso, la musica d'insieme per flauti dolci fra i dilettanti ed i semi-dilettanti è la norma, mentre l'attività solistica è l'eccezione.

In Italia la situazione è capovolta, e quasi ogni amatore appena un po' capace sembra disdegnare il suonare con chiunque sia meno esperto (?!!?) di lui, e bramare le "luci della ribalta" .

Questo eccesso di egocentrismo, che è probabilmente una nostra piaga nazionale, può degenerare nell'autoreferenzialità e nella disconnessione dalla realtà, come tu la descrivi.

Finchè noi Italiani non impareremo ad avere modelli relazionali più evoluti, sarà molto difficile che le cose cambino.

E non solo nel flauto dolce......

Grazie di tutto, comunque, ed a presto !

Paolo Faeti

Anonimo ha detto...

Caro Gianluca,

mi dispiace della tua decisione di chiudere il sito con le notizie sul flauto dolce e ancor più di interrompere la tua collaborazione con l'Erta Italia.

Condivido alcune tue riflessioni sul fatto che siamo carenti nel campo della promozzione delle nostre attività.

Penso invece che sia ingiusta la tua acccusa all'Erta di aver tradito gli scopi statutari.

In un momento di grande difficoltà della cultura in generale, e non solo musicale, l'Erta ha sicuramente fatto poco, ma sta tentando di incrementare le proprie iniziative, tant'è che ci sarà a giugno un concorso per flauto dolce a Padova e a ottobre un convegno a Venezia.

Il problema principale, non solo per l'Erta, è che tutto dipende dall'iniziativa e dal lavoro di volontariato dei singoli. Finché siamo in pochi, non solo come soci, ma anche come persone disponibili a spendere parte del proprio tempo, le iniziative saranno altrettanto esigue e sporadiche, mentre invece se ogni socio organizzasse anche una picccolissima attività dalle sue parti allora avremmo molte iniziative distribuite per tutta l'Italia.

Personalmente continuo a credere all'Erta: venerdì scorso con il presidente Maria Giovanna Fiorentino sono stato a Bruxelles per l'incontro di tutte le Erta europee ed è stato importante esserci, così come è fondamentale che L'italia ci sia, pur con pochi soci.

Spero che altri condividano il mio moderato ottimismo e siano convinti che non è ancora il momento di gettare la spugna.

Cari saluti

Giovanni Toffano

Gianluca Barbaro ha detto...

Ringrazio quanti fin qui sono intervenuti con i loro commenti che personalmente ho trovato tutti sensati ed equilibrati.

Mi spiace un po' che qui e sul gruppo Yahoo le attenzioni si siano concentrate sulla parte del post riguardante l'ERTA, mentre invece il mio discorso era consapevolmente generale: difficile dare la colpa a qualcuno di specifico quando quasi tutti si comportano nella stessa maniera.

Solo riguardo al commento di Michele vorrei precisare che non credo sia una questione di entusiasmo. Non è questo che mi fa andare avanti col flauto dolce, con la musica e con questo blog. Si tratta piuttosto di convinzioni e del tentativo (difficilissimo, è vero) di rimanervi coerentemente attaccati.
Con NIFD ero convinto fin dall'inizio che avrebbe funzionato solo se fossi riuscito a far partecipare quante più persone possibile. Purtroppo non è andata così.

Anonimo ha detto...

Sarebbe possibile avere qualche indicazione sul concorso di cui parla il prof.Toffano nel suo intervento del 3 marzo ? ("...ci sarà a giugno un concorso per flauto dolce a Padova").
Grazie per la cortesia

Anonimo ha detto...

Si svolgerà a Padova, il 14 e il 15 giugno prossimi, il primo Concorso Nazionale Flauto Dolce e Musica da Camera con Flauto Dolce organizzato dall'Erta Italia.

Presidente della giuria sarà Dan Laurin.

Non appena pronto manderò il regolamento del concorso.

Saluti

Giovanni Toffano

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