martedì 3 aprile 2007

Un tappo di sughero per fiato e lingua

Grazie a una collega traversista, sono di recente venuto a conoscenza di un piccolo –ma ingegnoso- dispositivo realizzato da un italiano per il flauto traverso e altri strumenti: il Focus. L’inventore si chiama Evaristo Casonato e potete trovare tutte le informazioni commerciali sul sito http://www.focus-idea.it/.
Si tratta di un oggetto dalla forma non banale da interporre fra la testata e il corpo del flauto traverso, in maniera tale da lasciare emettere un suono di un’unica altezza mentre si suona, anche se le dita si muovono liberamente. L’idea è quella di separare l’effetto delle dita da quello del fiato, e concentrarsi solo sul secondo. In particolare nel caso di passaggi difficili, questo oggetto serve a controllare che l’emissione del suono sia quella desiderata e non venga invece affetta dalle difficoltà che le dita possono incontrare. L’idea didattica è assolutamente riportabile sul flauto dolce: riuscire a separare dita, lingua e fiato è sempre un ottimo metodo per scovare e correggere blocchi e indesiderate ingerenze reciproche.
 
L’accessorio per il flauto traverso è stato brevettato e, come dicevo, non ha una conformazione banale. Per il flauto dolce, invece, sarà possibile ottenere il medesimo risultato con mezzi molto più modesti. In effetti, basta recuperare un tappo di sughero a tronco di cono, di diametro massimo tale da entrare di stretta misura nella testa del flauto dolce. Come si vede dalle foto, basterà inserire nel corpo del flauto la parte più rastremata del tappo, lasciando uscire solo pochi millimetri (mezzo centimetro basterà). Rimontando la testa sul corpo, rimarrà scoperto appunto tale margine, che però non dovrebbe rendere instabile l’unione dei due pezzi.
A questo punto si avrà un flauto che emette un suono sempre della stessa altezza (a parità di emissione di fiato). Provate a suonare un pezzo che conoscete bene, oppure una scala lungo tutta l’estensione dello strumento e verificate che l’emissione del fiato sia quella che vi aspettate.
A esempio, forse su alcune note acute di difficile emissione (il do#, il fa e il sol acuti su di un contralto, ad esempio) si sente un improvviso innalzamento del suono, ovvero si soffia di più.
Forse scoprirete che le vostre dita, o comunque alcune diteggiature particolari, “comandano” il fiato al di là della vostra volontà, il che di solito non produce mai dei buoni esiti.
Provate a esercitare dei pezzi difficili o delle semplici scale in questo modo e sinceratevi che l’emissione di fiato sia sempre quella da voi intesa (ovvero, che aumenti di pressione solo se è esattamente questo che volete, e non per facilitare l'emissione di una nota).

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